Sanità, 21 giugno 2017. ASP RC. LE DIVISE DI TINTE DIVERSE PER CIASCUNA CATEGORIA AIUTA LA COMUNICAZIONE
E' quanto mai attuale il problema del colore delle divise nell'ASP RC. L’utilizzo di tinte diverse per ciascuna categoria aiuta la comunicazione e il
dialogo con i cittadini .
L’epoca degli operatori tutti in bianco e celeste è tramontata ormai da tempo. Nell’ultimo decennio in tutti gli ospedali italiani le divise si sono infatti tinte di colori vivaci a significare un rapporto profondamente mutato con il malato. Camici e casacche arcobaleno non sono infatti lì a rasserenare o rallegrare i ricoverati ma consentono al cittadino di capire, fin dal primo sguardo, chi è l’interlocutore che ha di fronte e dunque cosa gli può chiedere e che tipo di aiuto può riceverne. Un aiuto alla comunicazione, insomma, che passa attraverso il segno distintivo più immediato dei professionisti della salute. In molti ospedali ad aiutare il frequentatore a districarsi tra le diverse tinte è la Guida utile che viene fornita al momento del ricovero dove si trova l’elenco dei colori divisi con la corrispondente qualifica degli operatori. Al bianco corrispondono i medici ma anche i biologi, i chimici, i fisici e i farmacisti. Gli infermieri vestono in verde. Se però il colletto è verde scuro vi trovate di fronte a un coordinatore infermieristico. Gli infermieri generici, categoria ormai in esaurimento ma comunque ancora rappresentata nei nostri nosocomi, portano invece la divisa gialla; azzurra è quella degli ausiliari, anch’essi sempre meno presenti e di solito addetti ai trasporti, in particolare dal Pronto soccorso, mentre casacca e pantaloni azzurri con colletto bianco segnalano l’operatore sociosanitario. “Il colore – spiega Fabia Bassan, responsabile del Servizio infermieristico di un’azienda ospedaliera universitaria – si è rivelato di grande importanza per far comprendere le diverse funzioni degli addetti. Ciascun dipendente reca infatti stampigliato sulla tasca il nome, la qualifica e il reparto cui appartiene. Ma la scritta non è di lettura facilissima e può sbiadire con i lavaggi. Il colore è invece un segnale di grande immediatezza”. La sua utilità è legata al dialogo, elemento centrale quando si parla di salute. “In base alla tinta che si trova davanti – dice Fabia Bassan – il malato sa cosa domandare. Davanti a una divisa azzurra con il colletto bianco, che corrisponde all’operatore sociosanitario, sai che puoi chiedere un cambio, la mobilizzazione o del cibo ma non indicazioni di tipo clinico. Per queste ultime dovrai fare riferimento al camice bianco del medico mentre per informazioni legate all’educazione sanitaria o ai comportamenti da tenere dopo le dimissioni ci si potrà invece rivolgere al verde degli infermieri”. In particolare per questi ultimi la parte relazionale negli ultimi anni si è sviluppata in modo notevole, grazie all’introduzione della figura degli operatori socio sanitari che li hanno sgravati da una serie di mansioni improprie. Anche perché, da sempre, chiedere all’infermiere fa un po’ meno soggezione che rivolgersi al medico. Meno frequenti, agli occhi dei malati, le divise celesti dei tecnici di radiologia e di laboratorio che eseguono gli esami clinici o gestiscono gli accertamenti radiologici o quelle celesti con il colletto bianco dei capotecnici o con il colletto blu di fisioterapisti, logopedisti, ortottisti e terapisti occupazionali. Il contatto con il pubblico è invece una costante per il personale amministrativo attivo nei reparti di degenza (ad esempio nelle segreterie) la cui divisa bianca reca un allegro profilo arancio sulla tasca. Le casacche a righe bianche e bordeaux degli addetti alle pulizie o le casacche bianche e i pantaloni bordeaux degli addetti al trasporto dei pazienti (due servizi, questi ultimi, entrambi affidati a ditte esterne). Insomma, un vero arcobaleno che nella pratica di tutti i giorni è assai più semplice che a leggersi.
L’epoca degli operatori tutti in bianco e celeste è tramontata ormai da tempo. Nell’ultimo decennio in tutti gli ospedali italiani le divise si sono infatti tinte di colori vivaci a significare un rapporto profondamente mutato con il malato. Camici e casacche arcobaleno non sono infatti lì a rasserenare o rallegrare i ricoverati ma consentono al cittadino di capire, fin dal primo sguardo, chi è l’interlocutore che ha di fronte e dunque cosa gli può chiedere e che tipo di aiuto può riceverne. Un aiuto alla comunicazione, insomma, che passa attraverso il segno distintivo più immediato dei professionisti della salute. In molti ospedali ad aiutare il frequentatore a districarsi tra le diverse tinte è la Guida utile che viene fornita al momento del ricovero dove si trova l’elenco dei colori divisi con la corrispondente qualifica degli operatori. Al bianco corrispondono i medici ma anche i biologi, i chimici, i fisici e i farmacisti. Gli infermieri vestono in verde. Se però il colletto è verde scuro vi trovate di fronte a un coordinatore infermieristico. Gli infermieri generici, categoria ormai in esaurimento ma comunque ancora rappresentata nei nostri nosocomi, portano invece la divisa gialla; azzurra è quella degli ausiliari, anch’essi sempre meno presenti e di solito addetti ai trasporti, in particolare dal Pronto soccorso, mentre casacca e pantaloni azzurri con colletto bianco segnalano l’operatore sociosanitario. “Il colore – spiega Fabia Bassan, responsabile del Servizio infermieristico di un’azienda ospedaliera universitaria – si è rivelato di grande importanza per far comprendere le diverse funzioni degli addetti. Ciascun dipendente reca infatti stampigliato sulla tasca il nome, la qualifica e il reparto cui appartiene. Ma la scritta non è di lettura facilissima e può sbiadire con i lavaggi. Il colore è invece un segnale di grande immediatezza”. La sua utilità è legata al dialogo, elemento centrale quando si parla di salute. “In base alla tinta che si trova davanti – dice Fabia Bassan – il malato sa cosa domandare. Davanti a una divisa azzurra con il colletto bianco, che corrisponde all’operatore sociosanitario, sai che puoi chiedere un cambio, la mobilizzazione o del cibo ma non indicazioni di tipo clinico. Per queste ultime dovrai fare riferimento al camice bianco del medico mentre per informazioni legate all’educazione sanitaria o ai comportamenti da tenere dopo le dimissioni ci si potrà invece rivolgere al verde degli infermieri”. In particolare per questi ultimi la parte relazionale negli ultimi anni si è sviluppata in modo notevole, grazie all’introduzione della figura degli operatori socio sanitari che li hanno sgravati da una serie di mansioni improprie. Anche perché, da sempre, chiedere all’infermiere fa un po’ meno soggezione che rivolgersi al medico. Meno frequenti, agli occhi dei malati, le divise celesti dei tecnici di radiologia e di laboratorio che eseguono gli esami clinici o gestiscono gli accertamenti radiologici o quelle celesti con il colletto bianco dei capotecnici o con il colletto blu di fisioterapisti, logopedisti, ortottisti e terapisti occupazionali. Il contatto con il pubblico è invece una costante per il personale amministrativo attivo nei reparti di degenza (ad esempio nelle segreterie) la cui divisa bianca reca un allegro profilo arancio sulla tasca. Le casacche a righe bianche e bordeaux degli addetti alle pulizie o le casacche bianche e i pantaloni bordeaux degli addetti al trasporto dei pazienti (due servizi, questi ultimi, entrambi affidati a ditte esterne). Insomma, un vero arcobaleno che nella pratica di tutti i giorni è assai più semplice che a leggersi.
Nell'ASP RC tutto ciò non accade,le funzioni dell'operatore attraverso la divisa non sono interpretabili perché il camice bianco la fa da padrone ! Il camice bianco per tutte le professionalità che spesso disorienta pazienti e visitatori.
