Cittanova non festeggia la sua storia ma festeggia la storia di altri paesi perdendo così la sua identità
Domanda consona. Cosa rappresentano i giganti?
Cittanova è stata fondata con decreto del
Principe Girolamo Grimaldi il 12 agosto del 1618. Le origini della coppia
interraziale Mata e Grifone è un fatto storico realmente accaduto nel 1190
quando Cittanova non esisteva.
I Giganti,
rappresentanti solitamente una donna bianca di nome Mata ed un guerriero nero
di nome Grifone, sono due alti fantocci di cartapesta che vengono portati a
spalla o trainati, danzando al ritmo di tamburi, per le vie di Messina,
Seminara, Palmi, Martone e altre località della Sicilia e della Calabria, in
occasione di festività cattoliche patronali o di altri eventi. I giganti sono
identificati nei leggendari fondatori della città di Messina e da questo deriva
la loro importanza nella tradizione folcloristica. Altre leggende tramandate
sono due: La più accreditata delle leggende sul loro conto narra che ai tempi
delle invasioni saracene in Sicilia, attorno al 970 d.C., un moro di dimensioni
considerevoli, Hassas Ibn-Hammar, sbarcato a Messina si innamorò di Marta,
figlia del signorotto locale Cosimo II da Casteluccio ed originaria di Camaro.
Il nome della fanciulla, storpiato dal dialetto, diventò in breve Mata. Il
pirata chiese la mano della donna, ma le loro nozze furono celebrate solo dopo
la conversione del moro al cristianesimo: il suo nome da Hassan diventò quindi
Grifo, o meglio, Grifone per la sua mole. I due, poi, ci avrebbero dato
parecchio dentro, fondando la Messina come la si conosce oggi e popolandola di
discendenti.
C’è però un’altra versione della storia, storicamente più
attendibile e legata ad un fatto storico realmente accaduto nel 1190. In tale
anno, il re d’Inghilterra Riccardo I Cuor di Leone, giunse a Messina da dove
doveva muovere la Terza crociata che era stata indetta da papa Gregorio VIII
per liberare dai musulmani il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Durante la
permanenza in città il monarca si accorse che i messinesi erano privi della
libertà perché ancora oppressi dai greci bizantini. Essi infatti si erano
impossessati di tutte le cariche politiche, civili ed amministrative gestendo
la giustizia a loro piacimento con provvedimenti impopolari ed inappellabili
emanati dalla sicura fortezza di San Salvatore, strategicamente posta
all’imbocco del porto. Il Re d’Inghilterra, non volendo usare la forza per
soggiogarli, pensò di dimostrare la sua potenza facendo costruire sul colle di
Roccaguelfonia, situato proprio di fronte alla fortezza, un imponente ed
inespugnabile castello. Prima ancora che venisse ultimato, il popolo lo adottò
battezzandolo col nome di Matagriffon coniando Mata, da Macta (ammazza) e,
Griffon da Grifone (ladro, ma anche “greco”). I greci bizantini dimostrarono di
aver inteso il messaggio, abbandonando per sempre la città, così che il popolo
Messinese riacquistò la tanto sospirata libertà. Nel tempo, il castello assunse
forme antropomorfe, e invece del fabbricato, i messinesi iniziarono a rendere
omaggio al gigante ed alla gigantessa.
Quindi anche se il suono dei tamburi fa rallegrare gli animi, a Cittanova si festeggia una festa messinese che non ha motivo di essere festeggiata. Cittanova non festeggia la sua storia ma la storia degli altri .
Quindi anche se il suono dei tamburi fa rallegrare gli animi, a Cittanova si festeggia una festa messinese che non ha motivo di essere festeggiata. Cittanova non festeggia la sua storia ma la storia degli altri .
