GIOCHI DI POTERE



La narrazione dei media sulla guerra in Ucraina ci avviluppa a ogni ora in un pathos intriso di sangue e lacrime del popolo ucraino; giusto per inculcarci da che parte stare. 

Durante la guerra fredda trovava piena efficacia il detto “si vis pacem para bellum” ma a guerra in corso per perseguire la pace bisognerebbe comprendere il sentimento dei Paesi belligeranti sotto il profilo storico e antropologico, a prescindere da chi è l 'invasore e quali nefandezze la guerra produce da ambo le parti; si ,da ambo le parti e nessuno è innocente ma entrambi responsabili in una qualche misura. Le guerre le scatenano gli apparati economici e i governanti ben nutriti e pasciuti, al caldo delle loro fastose residenze; i popoli vorrebbero vivere in pace e prosperare; i figli in trincea non sono i figli dei governanti ma i figli del popolo.

Nelle varie trasmissioni di “approfondimento” non si accenna minimamente alle ragioni storiche che hanno germinato il presente ; la storia latita e si parte dall'assunto che c'è un invasore che sta annientando un popolo intero.Vero ma per perseguire la pace si dovrebbe ragionare anzitutto sulle cause. Il dibattito si sviluppa tra chi è per la guerra di difesa (della serie “armiamoci e partite “ ) e chi invoca la pace; si disserta sui molteplici e complessi fattori che la caratterizzano obnubilati dal più o meno sottile vento di propaganda che soffia tanto da Est quanto da Ovest ma si sa quello che arriva da Ovest è un dolce zefiro portatore di civiltà e democrazia ; vige il rispetto per il libero pensiero che si contrappone alla censura delle “democrature” . Tuttavia questo vento del libero pensiero s'infrange quando a un direttore d'orchestra gli si vieta di dirigere alla Scala a meno che non dica “abbasso Putin” ;quando a Paolo Nori si chiede di differire una lezione su Dostoevskij (vada retro satana !!) o quando il corrispondente RAI da Mosca Marc Innaro viene messo in soffitta per aver detto : “ Gli europei scontano una totale assenza di memoria storica e di comprensione delle dinamiche più profonde che ha subito la Russia nell'ultimo secolo e negli ultimi trent 'anni ....chi si è allargata non è stata la Russia, è stata la NATO “ ; e queste riflessioni fanno il paio con “ l'abbaiare alle porte della Russia “ di Papa Francesco . Ma già ancora prima eminenti consiglieri diplomatici USA avevano ammonito, a partire della caduta del muro di Berlino in avanti, che l espansione della NATO verso Est si sarebbe rivelato un fatale errore strategico; costoro erano George Kennan, Jack Matlock, John Mearsheimer, Robert Gates , W. Burns e persino H. Kissinger ex Segretario di Stato. Reagan aveva promesso a Gorbaciov che la NATO si sarebbe fermata all'allora cortina di ferro invece i successivi governi hanno poi allungato i tentacoli verso le varie repubbliche nate dalla frantumazione dell'URSS; dal 1997 al 204 sono stati accolti nella NATO ben 10 di queste Paesi, anche se erano e sono repubbliche di nome ma non di fatto, a riprova che le esigenze geostrategiche mettono a tacere i tanto sbandierati valori democratici cari all'Occidente “esportatore” appunto di tanti valori. Basta dare uno sguardo alla cartina e sfogliare qualche pagina di storia per apprendere che 'Europa dell'Est è un immensa pianura che storicamente ha favorito facili invasioni ; tali avvenimenti hanno piantato nell'animo russo il seme della diffidenza e il timore di essere annientati; aleggia nel sentimento popolare il timore del nemico alle porte e quindi vi si è radicato un forte sentimento di difesa corale alimentato dalla nomenclatura russa anche con falsi miti.

Dunque basta sostenere che si guerreggia per tutelare la sicurezza del popolo e l integrità del suolo patrio perché il popolo già assuefatto alla “democratura” acclami il condottiero di turno anche se è un becero dittatore e ciò nonostante le sanzioni e i sacrifici che comportano e che un vasto strato popolare sopporta stoicamente per puro spirito patrio ; almeno nel breve tempo ; solo se protratte nel lungo tempo le sanzioni potrebbero provocare inasprimento degli animi e sommosse...

Ma l Occidente e l'Europa in particolare potrebbe reggere per lungo tempo agli effetti indotti dalle stesse con recessione e stagnazione alle porte ? Intanto si profila una grave crisi alimentare. La sindrome dell'accerchiamento unitamente a narcisismo e megalomania che vent'anni di potere hanno indotto in Putin lo inducono a coltivare il sogno di ricostruire la grande Russia zarista ed ecco che l'espansione della NATO verso est è stato per il Cremlino un perfetto “casus belli” . Putin ,sottomette la Cecenia ,si annette la Crimea,f omenta per anni i secessionisti del Donbas, la regione più ricca e industrializzata dell'Ucraina, e non senza qualche ragione dato che gli ultranazionalisti con il beneplacito di Kiev ghettizzavano e violavano i diritti dei russofoni con conseguente guerra civile che si protrae da anni; e l'Occidente cosa ha fatto ? Ha taciuto salvo iniettare armi e consiglieri militari dal Mar Nero in su per poi scoprire opportunisticamente il valore di autodeterminazione dei popoli (valore indiscutibile ma tardivo) in seguito all'invasione dell'Ucraina. Il protocollo di Minsk che prevedeva la cessazione delle ostilità sin dal 2014 e redatto sotto l'egida della Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa diventava carta straccia. Le ostilità potevano senz'altro essere fermate se le parti avessero agito rispettando gli accordi e l'Occidente avrebbe potuto far pesare la propria influenza a tal fine. Passa il tempo e con esso passano i governi ; alcuni si isolano altri hanno priorità geostrategiche e geoeconomiche che li spingono a intervenire e non certo per motivi umanitari o ideologici. Con la caduta del muro di Berlino l'URSS si ritirò oltre i confini orientali dell'Ucraina pur mantenendo il primato sulle tante repubbliche nate dal suo disfacimento ma Inghilterra e USA si installarono su tutta l'Europa liberata dal nazifascismo e vi permangono tuttora negando l'eventuale ingresso nella NATO o nell ' Europa Unita alla neonata Federazione Russa ;forse si aveva bisogno vi fosse un nemico che giustificasse il permanere delle truppe di occupazione e oggi l EU non può sottrarsi a questo abbraccio (speriamo) protettivo. Intanto i governanti occidentali ,salvo rare eccezioni, non dimostrano di voler perseguire la pace forse per un qualche disegno sotteso che potrebbe essere in relazione a una agognata disfatta di Putin con conseguente subentro di un governo che allontani la Federazione dall'orbita cinese ma a oggi stanno ottenendo l'effetto opposto. In compenso promettono a Kiev l'entrata nella EU pur non possedendone l'Ucraina i requisiti. L Occidente da sempre mantiene rapporti economici con regimi autoritari e retrogradi ma ha trattato la Russia, potenza nucleare, con la condiscendenza se non con la faciloneria riservata a una potenza regionale ostentando netta superiorità; dovrebbe invece praticare rispetto e amicizia verso tutti i popoli; la democrazia non si esporta come fosse un manufatto ; se in buona fede si aspira al bene dell'umanità e al trionfo dei valori democratici non si tace sull'odissea dei Curdi, sul genocidio in atto nello Yemen, non si fa la guerra in Afghanistan o in Iraq; ogni popolo se mai dovrebbe essere sinceramente aiutato ad autodeterminarsi nel rispetto delle proprie tradizioni e cultura ma la geopolitica amministrata dai potenti del pianeta ha ben altre priorità e lentamente ci sta trascinando in un mondo distopico di stampo orwelliano.

N . A.

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